Una tragedia avvolta nel mistero ha scosso la comunità di Ottaviano. Lucia Iervolino, 31 anni, madre di tre bambini, è morta ieri mattina all’ospedale Cardarelli di Napoli a causa di ustioni di terzo grado che le hanno devastato il corpo. Un dramma dai contorni ancora incerti, con gli investigatori al lavoro per chiarire cosa sia accaduto in quell’abitazione di via Ferrovia dello Stato. La donna è arrivata in condizioni disperate prima all’ospedale di Nola, poi a Napoli, dove ogni tentativo di salvarla è stato inutile. L’ipotesi più accreditata è quella di un incidente domestico o di un gesto volontario, ma nessuna pista viene esclusa con certezza.
IL RACCONTO DEL MARITO – Secondo la versione fornita dal marito, l’uomo si trovava in camera da letto con la figlia piccola (gli altri due erano a scuola) quando ha sentito le urla della moglie. Accorso, l’ha trovata avvolta dalle fiamme, con una bottiglia di alcol etilico denaturato in mano. L’uomo ha chiamato i soccorsi, che sono arrivati sul posto in pochi minuti. Lucia è stata soccorsa e trasferita d’urgenza in ospedale, ma le sue condizioni erano già critiche. Le ustioni, che coprivano il 90% del corpo, avevano compromesso anche le vie respiratorie, rendendo impossibile ogni intervento salvavita. Proprio la dinamica dell’incidente è al centro dell’indagine dei carabinieri di Torre Annunziata, coordinati dalla procura di Nola. Gli inquirenti vogliono capire come la donna sia entrata in contatto con l’alcol e perché le fiamme si siano propagate in modo così violento.
LE INDAGINI E L’INTERROGATORIO – Per ore il marito è stato ascoltato dai carabinieri e dalla pm della procura della Repubblica di Nola Aurelia Caporale. L’interrogatorio, durato quasi dieci ore, ha avuto lo scopo di chiarire alcuni punti oscuri nel suo racconto. Gli investigatori hanno chiesto più volte all’uomo di ricostruire quei terribili minuti, confrontando le sue dichiarazioni con gli elementi raccolti sulla scena. Al momento, l’uomo non risulta indagato e gli inquirenti non privilegiano la pista del femminicidio. Tuttavia, si attendono ulteriori riscontri per sciogliere i residui.