Sarà presentato domani, martedì 12 luglio, nel complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile l’ultimo romanzo dello scrittore Marco Onnembo, “Il metro del dolore”, in libreria con Mondadori dal 21 giugno.
Un libro avvincente con un registro linguistico diretto, snello, ma molto accurato, con il quale l’autore mette al centro il personaggio di don Carmine Pastore, un prete politicamente scorretto che ha fatto di una coraggiosa anomalia il suo carattere distintivo. Di lui, con un racconto in prima persona, il romanzo ripercorre la vita, scelta dopo scelta, tra cadute e conquiste.
L’incontro, fissato per le ore 19.30, è promosso dall’amministrazione comunale di Cimitile guidata dal sindaco Nunzio Provvisiero in sinergia con la locale Pro Loco presieduta da Nicola Angelillo, entrambi presenti all’evento. Agli interventi dell’autore si alterneranno, secondo la formula del reading letterario, le letture di Fabio Mazzari con Francesco Capriello al pianoforte.
Il libro
Fuma il sigaro. Beve whiskey. In confessionale, perdona (e comprende) quasi ogni cosa. Prima di tutto, come uomo. Non condanna l’omosessualità. Frequenta i pub e ai cattolici preferisce i protestanti. Don Carmine Pastore è un prete “strano”, “moderno”, “politicamente scorretto”. Anzi, non lo è più. E lo dice subito: ha perso la sua fede chissà dove. Eppure, è il sacerdote, l’uomo che tutti vorremmo incontrare almeno una volta nella vita. I più giovani per porsi domande. I più grandi per trovare risposte.
Il dubbio è il suo orizzonte e il manifesto di una inquietudine che abbraccia l’uomo di ogni tempo. Immigrato da bambino negli Stati Uniti con la famiglia, ci racconta la sua vita e perché, dopo un finale agghiacciante, ha deciso di lasciare il sacerdozio. Ma, quando tutto sembra perduto, la speranza ritorna, donando luce a uno spaccato di dannazione e bisogno di redenzione che riguarda tutti gli uomini alla ricerca di Dio o di loro stessi.