NAPOLI – Accoltellata per 12 volte. E’ morta cosi, a Napoli, Ornella Pinto, 40 anni tra pochi mesi. Ad ucciderla il compagno Pinotto Iacomino che dopo l’aggressione prima è fuggito a bordo della sua auto. La coppia conviveva nel quartiere di San Carlo Arena e ha un figlio minorenne. L’aggressione è avvenuta intorno alle 4.30: la donna, insegnante in un liceo di Napoli, era arrivata viva ma in condizioni gravissime all’ospedale Cardarelli. Nonostante un delicato intervento chirurgico, non è sopravvissuta. L’assassino ha citofonato alle 7 del mattino alla stazione dei carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, dicendo al comandante della stazione di avere ucciso la moglie. Iacomino è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario secondo quanto deciso dal sostituto procuratore Elena Neri di Terni, che lo ha interrogato. L’uomo è stato quindi portato nel carcere della città umbra. L’uomo – che aveva già detto ai carabinieri di avere ucciso la ex moglie – ha confermato la propria confessione anche davanti al pm. Il delitto – in base a quanto si apprende da fonti investigative – sarebbe avvenuto dopo una lite. In casa, al momento dell’omicidio, era presente anche il figlio minorenne della coppia. Sulla versione dei fatti fornita i carabinieri del Nucleo investigativo di Terni e del comando compagnia di Orvieto – sotto il coordinamento diretto del procuratore capo Alberto Liguori -, insieme agli agenti della squadra mobile di Napoli, svolgeranno comunque approfondimenti. Quanto alla scelta di costituirsi a Montegabbione, secondo quanto accertato dai militari è emerso che l’uomo, dopo essersi allontanato dal luogo dell’omicidio, si è messo alla guida della propria auto senza una meta precisa. Per poi fermarsi e costituirsi nel posto più vicino quando ha realizzato che era inutile continuare a vagare.