CAMPOSANO (nl) – Ah, la burocrazia. Nel paese (l’Italia) con un numero di leggi maggiore dei granelli di un deserto, succede che anche la burocrazia si stanchi. Annoiata da se stessa e ostile come un gatto quando si guarda allo specchio, cerca una soluzione, ma niente: il buco resta più grande della toppa. Succede che a Camposano, in una richiesta ufficiale di preventivo (con tanto di protocollo, orario e firma del responsabile del servizio) qualcosa, diciamo molto, anzi diciamo tutto va storto. Forse il covid, forse la fretta, forse… e succede che i requisiti base per questa tipologia di documento vengano clamorosamente disattesi. E non di poco. Nell’invito per un affidamento diretto (partito dall’ufficio legale) di una gara per le pulizie il Comune invita tre ditte della zona a inviare una richiesta di preventivo e scrive il nome di tutte e tre le partecipanti: non è possibile, ma è così. Ma forse chi l’ha scritta lo ha fatto molto tardi di notte e forse voleva evitare l'”immane” fatica di scrivere tre indirizzi in tre lettere diverse: può capitare, sarà il periodo. E questa era solo l’intestazione della lettera. Andando nel testo le cose non sono migliorate, anzi: è diventato un indovina, indovinello. “Si richiede di inoltrare preventivo di offerta a questo ente per le pulizie da effettuare alla casa comunale e bocciodromo”. Si parla di tutto: spazzaggio, lavaggio pavimenti e spolveratura due volte alla settimana, pulizia servizi igienici e sanificazione ambienti tre volte a settimana (anche dopo il covid sembra pochino), lavaggio dei vetri mensili e altri dettagli che risparmiamo. Però qui c’è la “sorpresa” per le ditte: devono calcolare a mano il perimetro e l’area delle strutture per avvantaggiarsi nei confronti del rivale. Una volta fatto questo il quiz finale: indovinare per quanto tempo durerà il servizio: in caso di parità decideranno i tempi supplementari e poi i calci di detersivi. Così è, se vi pare.