ROCCARAINOLA (Nello Lauro Il Mattino) – La stagione degli incendi sta per arrivare, ma il clima in alta montagna è già rovente. Fa discutere e dividere la comunicazione della Regione che ha affidato l’attività di antincendio boschivo in maniera esclusiva alla Protezione civile, escludendo dalla fase operativa gli idraulici forestali del bosco demaniale di Roccarainola, il più grande della Campania con i suoi oltre mille ettari che abbracciano le province di Napoli, Avellino, Caserta, Benevento. Un vero angolo di paradiso che conta oltre 100.000 piante con castagni, ontani napoletani a cui si aggiungono il cerro, la roverella, il leccio e il carpino, che, assieme a rosmarino, lentisco, rosa canina e ginestra costituiscono la componente vegetale che domina l’intera foresta che annovera, ad altezze superiori, anche il nocciolo selvatico e il faggio, con esemplari vecchi anche di 300 anni. Una situazione che potrebbe diventare pericolosa quando cominceranno i roghi che si verificano in maniera scientificamente dolosa da questi parti, in particolare da metà giugno alla prima metà del mese di luglio, soprattutto ad opera dei signori del pascolo abusivo. Già dagli anni Sessanta gli idraulici forestali hanno sempre pattugliato, avvisato e spento gli incendi che hanno funestato la foresta dei sogni: la loro conoscenza del territorio (molti sono del luogo, altri ci lavorano da lustri) ha spesso salvato la situazione avvisando tempestivamente i mezzi di soccorso e spegnendo in prima persona i focolai. Tutto questo è stato cancellato per la disposizione della Regione che ha affidato le competenze alla Protezione civile dopo che gli stessi operai sono stati ritenuti idonei allo spegnimento e hanno ricevuto il kit per l’antincendio. “Ma non lo possiamo usare – tuonano gli idraulici forestali– è stata una scelta sballata quella della Regione, abbiamo per anni svolto con dedizione questo compito anche perchè queste sono le nostre montagne, le montagne dove siamo cresciuti”. “Questa decisione – continuano – penalizza le operazioni perché ora possiamo solo avvisare e accompagnare chi dovrà spegnere il fuoco senza poter intervenire: un errore madornale visto che per arrivare fin qui e nelle zone impervie ci vuole tempo, tempo che con il fuoco è spesso decisivo”. Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Fattoruso segretario generale della Fai Cisl Napoli: “Non bisogna disperdere il patrimonio di competenze ed esperienze di questi operai e penalizzare la tempistica di intervento sugli incendi: sono fondamentali in questa situazione perché conoscono il posto e riescono a calcolare con anticipo i percorsi più brevi per arrivare anche nelle zone più difficili e hanno già svolto l’attività di prevenzione pulendo il sottobosco e realizzando le fasce antifuoco”. “Parleremo con la Regione perché queste professionalità possono dare un contributo attivo ed evitare sciagure come quelle avvenute lo scorso anno sul Vesuvio”. “Scriverò subito alla Regione – dice il sindaco di Roccarainola Raffaele De Simone – per cercare una soluzione: non si può abbandonare così un territorio così vasto anche perché gli operai hanno spesso salvato la situazione visto che i mezzi di soccorso erano impegnati in altre operazioni. Non vedo perché cambiare una cosa che va bene”.
Bosco demaniale di Roccarainola, antincendio negato: l’ira dei forestali
