

MARANO- I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato oggi esecuzione, a Marano e zone limitrofe, ad un’ordinanza di custodia cautelare (28 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di affiliati al gruppo camorristico degli Orlando operante in Marano e zone limitrofe ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al controllo delle attività economiche ed imprenditoriali, al traffico di stupefacenti ed alla gestione delle piazze di spaccio locali, al reinvestimento speculativo degli illeciti capitali. Gli accusati sono arrestati di estorsioni, illecita detenzione di armi nonché numerosi episodi di cessione ed illecita detenzione di stupefacenti tutti aggravati dalla finalità di agevolazione mafiosa. Il procedimento ha preso le mosse dalle indagini finalizzate alla cattura di Antonio Orlando, latitante dal 2003, già condannato per appartenenza al gruppo camorristico dei Nuvoletta, all’epoca imperante.
Le indagini hanno permesso di delineare i nuovi assetti delinquenziali nella zona maranese con la nascita del clan Orlando cosiddetto dei Carrisi che, scalzando i residui affiliati dei gruppi Polverino e Nuvoletta o assemblandoli nei loro organigrammi, si sono impadroniti del territorio – Marano di Napoli, Quarto e comuni limitrofi – divenendone egemoni criminali e governandone le illecite attività.
Le investigazioni hanno infatti permesso di monitorare l’evoluzione del gruppo “Orlando” strutturato su diversi livelli:
- un primo livello, composto dal nucleo storico della famiglia Orlando e precisamente i fratelli Gaetano, Raffaele ed il latitante Antonio che, grazie al loro riconosciuto spessore criminale, attraverso una fitta rete di incontri ed accordi, orientano il ruolo di organizzatori dei nipoti;
- un secondo livello, composto da Armando Lubrano, diretta espressione dello zio Antonio”mazzolino” capo del clan; Raffaele Lubrano, Lorenzo Nuvoletta, espressione del clan “Nuvoletta”; Angelo Orlando “o malomm”, portavoce, coordinatore e responsabile delle attività del clan;
- un terzo livello, composto dai vari responsabili di “zona” o delle singole piazze di spaccio, da cui dipendono vari affiliati di livello esecutivo – “guaglioni”, composto da Gennaro Sarappo sul territorio di Quarto; Raffaele Lubrano sul territorio di Calvizzano; Celeste Carbone per il controllo della sicurezza delle aree “sensibili” del clan;
- un quarto livello composto dagli affiliati con ruolo esecutivo;
Di estremo rilievo ai fini associativi sono anche i riscontrati connubi fra camorra e imprenditoria e le alleanze/ contrasti con la frangia residua del clan “Polverino”, numerosi esponenti del quale risultano transitati nelle file degli Orlando. Totale la copertura estorsiva sul territorio – pizzo imposto anche a lavori di mera ristrutturazione effettuati da privati – oltre che a tutti gli esercizi commerciali ed agli imprenditori di rilievo sul territorio convocati e minacciati pesantemente. Il gruppo innesta elementi Nuvolettiani di spessore come Lorenzo Nuvoletta figlio di Ciro – ucciso in un agguato a Poggio Vallesana – e i fratelli Gennaro e Mario Sarappa. Caratteristica del gruppo criminale è il controllo del territorio in particolare la continua pressione sugli operatori economici; la verifica delle attività illecite autorizzate o meno che vengono compiute sui territori di competenza come il contrabbando di sigarette, il controllo di obiettivi sensibili e delle piazze di spaccio, la repressione del fenomeno della microcriminalità.
L’azione di controllo dell’organizzazione criminale, sull’attività delle forze dell’ordine attesta che l’intera area è stata di fatto militarizzata dal clan, che ne esige il completo controllo: gli affiliati al sodalizio sono arrivati a perquisire un furgone fermo per verificare che non fosse una postazione di controllo dei carabinieri: “quando quello mi ha detto che non voleva aprire, l’ho preso malamente; però dopo ho visto che ..”.
Analoghi controlli sono stati effettuati sia per bonificare le auto che per eliminare le telecamere di videosorveglianza posizionate dai carabinieri (gli affiliati, nelle conversazioni intercettate, hanno citato testualmente “telecamere SIO” – ovvero una delle ditte autorizzate al noleggio di tali apparati alle forze dell’ordine).
Come tutte le consorterie di elevato livello criminale anche quella degli Orlando vanta significativi appoggi sul territorio con infiltrazioni criminali tra le forze dell’ordine: in una conversazione ambientale si registrano rapporti di corruzione tra Sarappo Gennaro, Angelo Orlando ed un ufficiale superiore non meglio identificato ed in particolare la dazione di una busta di soldi ad un colonnello: la busta al Colonnello dentro al bagno gliel’ho data io ….gli ho pigliato un paio di fasci tanto. Nel corso degli arresti e delle perquisizioni sono stati sequestrati 30.000 euro, a casa di uno dei destinatari del provvedimento cautelare, sottrattosi strumentazione per le bonifiche a casa di Orlando Angelo detto Malomm.