CICCIANO- Un “cerchio magico” intorno a Raffaele Arvonio. Un nucleo di potere che incide pesantemente su scelte e decisioni dell’amministrazione. L’accusa è della minoranza consiliare che affida ad un manifesto apparso questa mattina in città l’ultimo capitolo della battaglia senza esclusione di colpi che si sta combattendo tra maggioranza ed opposizione da alcune settimane. Una battaglia che arriverà presto alla tappa più importante, il 21 dicembre. In quella data infatti si discuterà in Consiglio comunale la mozione di sfiducia presentata da 8 consiglieri (4 di minoranza, 3 ex maggioranza, una indipendente). Nel giorno del solstizio di inverno le sorti del sindaco Arvonio saranno più chiare, quantomeno per l’ultimo spaccato di questo tribolato duemilasedici. Nel frattempo, dardi infuocati, sotto forma di manifesti, continuano a preparare il campo alla resa finale.
“Ai cittadini- scrivono -chiariamo solo alcune delle tante vicende che hanno trasformato le promesse di cambiamento in un balletto di alternanze per pagare placare animi ed appetiti del cerchio magico”. Tra le vicende richiamate, quella relativa a tre concorsi pubblici prima banditi e poi revocati (“”Chi paga per la difesa dei ricorsi al Tar?); i capisettore (personale, avvocatura, polizia municipale, segretario comunale) “revocati e dimissionari perché non erano graditi al cerchio magico”; il progetto financing per il cimitero (“Prima approvato poi revocato, gravi saranno le ripercussioni per il mancato proseguimento dell’iter procedurale avviato”); “continue visite degli organi giudiziari” presso l’ufficio tecnico comunale.
Sotto accusa anche le spese dell’amministrazione (come “i 549 euro per la poltrona del capo dell’ufficio tecnico”, parte dei quasi 49mila euro di spese per gli arredi comunali), il bonus per l’illuminazione pubblica di 400mila euro “speso in due anni e mezzo”, il piano urbanistico comunale (“nascosto a cittadini e consiglieri”), l’ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Non ci sono più alibi- scrivono gli otto consiglieri della sfiducia (Aniello e Giovanni Capolongo, Veria Vassallo, Giuseppe Tarantino, Felicia delle Cave, Nicola Dell’Anno, Antonio Ardolino, Aniello Pizza) rivolgendosi ad Arvonio-, ti servi di trasformisti, stampellieri, servi sciocchi e strapuntini. Dimettiti”.
Il 21 dicembre sarà una data fondamentale per la storia recente della città e per l’era di Raffaele Arvonio, chiamato a gestire per la seconda volta una crisi difficilissima. Otto contro otto in assise, si gioca anche sui numeri il destino dell’amministrazione. “Noi presenteremo la mozione di sfiducia- concludono i consiglieri che poi si rivolgono indirettamente al consigliere di minoranza Lucio Amato che non ha firmato la sfiducia: “Chiederemo a tutti i consiglieri che hanno a cuore le sorti della nostra comunità, di votare a favore”.