CASERTA –  E’ di 11 milioni di euro il valore complessivo dei beni sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli all’imprenditore aversano Francesco Grassia, 71 anni, vicino clan dei Casalesi. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione Misure di Prevenzione. I beni sottoposti a confisca di prevenzione consistono in societĂ e fabbricati, principalmente nella provincia di Caserta, nonchĂ© diversi beni mobili e rapporti finanziari nella disponibilitĂ diretta e indiretta di Grassia. Grassia, imprenditore edile aversano, è stato arrestato nel giugno del 2000 perchĂ© ritenuto appartenente al clan camorristico dei Casalesi, assieme a Vincenzo Zagaria, Francesco Biondino e Dario De Simone. Il ruolo di Grassia era quello di fornire continuo appoggio logistico agli affiliati, di nascondere armi, di riscuotere i proventi delle estorsioni, di reinvestire i proventi illeciti delle attivitĂ criminali. Anche le testimonianze di diversi collaboratori di giustizia hanno confermato come Grassia fosse un imprenditore organico al clan dei casalesi, fazione Zagaria, particolarmente attivo nella riscossione di tangenti e reinvestimento degli illeciti proventi. Da un`indagine degli anni Novanta è emerso l`acquisto di un complesso immobiliare di Aversa, ex “fabbrica Della Volpe”, a un prezzo nettamente inferiore al valore di mercato, da parte di una societĂ di Grassia, proprio a testimonianza della capacitĂ di intimidazione derivante dalla loro comune appartenenza al clan camorrista dei casalesi. Sempre in quegli anni, Grassia era attivo, assieme ad altri appartenenti all`organizzazione criminale di riferimento, nel settore dell`importazione di armi dalla ex Jugoslavia (tra cui fucili a pompa, bombe a mano e mitragliatori silenziati).