NOLA- “Riaprire la villa comunale di Nola”. E’ l’appello di Legambiente, circolo La Cicala che fa il punto sulla situazione dei giardinetti comunali, chiusi da più di un anno.
“Un’ordinanza di chiusura che abbiamo sempre contestato- si legge nella nota- ritenendola inutile e finalizzata esclusivamente al tentativo di strumentalizzare la battaglia civile di chi sta difendendo le sorti del patrimonio arboreo nell’unico polmone verde cittadino. Un tentativo miseramente fallito, visto che anche secondo i consulenti incaricati dalla Procura il Cipresso Montezuma è salvo e può essere messo in sicurezza. Come abbiamo sempre sostenuto, non è possibile abbattere un albero di così straordinario valore, un esemplare unico che con i suoi circa 180 anni di età è divenuto il simbolo della nostra villa. Restiamo in attesa, intanto, di conoscere il piano richiesto all’amministrazione comunale e su come essa intende attuare le numerose prescrizioni a cui è obbligata: un piano che, nonostante ripetuti annunci e conferenze stampa, non riesce a vedere la luce. Eppure un’altra stagione estiva sta passando senza che i cittadini possano utilizzare il loro giardino pubblico, senza che famiglie, anziani e bambini possano beneficiare della frescura naturale. È necessario, perciò, accertare le enormi responsabilità di un’amministrazione comunale completamente inerte e allo sbando, che non presta alcuna attenzione nella tutela dell’interesse collettivo e del verde pubblico. Il deterioramento dello straordinario patrimonio arboreo della villa comunale nell’ultimo decennio è responsabilità di amministratori e dirigenti ben individuabili: la comunità cittadina va risarcita per il danno prodotto”
“Il circolo Legambiente “La Cicala” di Nola ha trent’anni attività sul territorio, una lunga storia di impegno ecologista, educazione ambientale e iniziative concrete, tra cui, è bene ricordarlo, la pubblicazione del primo studio relativo a flora e fauna della villa comunale. Nel lontano 1996, infatti, fu proprio il circolo Legambiente, insieme agli alunni dell’istituto scolastico Masullo – Tethi, a identificare e classificare per la prima volta la biodiversità presente nell’area verde. Continueremo la nostra lotta insieme alle associazioni e ai cittadini che abbiamo trovato al nostro fianco nell’obiettivo comune di salvare la villa: difendere il verde pubblico è una questione di vita, un modo efficace per contrastare il sempre più pericoloso inquinamento atmosferico da polveri sottili, che in particolare nel nostro territorio ha raggiunto concentrazioni da record.