Nella mattinata odierna, a Serino, i militari della locale stazione, congiuntamente a quelli del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, hanno dato esecuzione al decreto d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Avellino che, concordando in pieno con le risultanze dell’attività condotta dai carabinieri, disponeva il sequestro preventivo dell’impianto di depurazione. Il provvedimento a firma del procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio, è scaturito da un’articolata attività di indagine, avviata lo scorso mese di aprile, all’esito della quale sono stati deferiti in stato di libertà sei persone ritenute responsabili in concorso tra loro ed a vario titolo, attivo ovvero omissivo, di inquinamento ambientale e sversamento abusivo di rifiuti speciali. All’esito dell’attività investigativa, sviluppata in seguito all’intervento in San Michele di Serino presso l’invaso artificiale del torrente Barra e condotta anche attraverso ripetuti campionamenti di laboratorio eseguiti dall’Arpa Campania, i militari accertavano che l’inquinamento, tuttora persistente delle acque del citato torrente, da cui era dipesa un’anomala moria dei pesci presenti nonché l’emissione di cattivi odori chiaramente avvertibili in tutta l’area circostante, era dovuto allo sversamento abusivo di acque reflue urbane non depurate provenienti dall’impianto sottoposto a sequestro, la cui gestione e manutenzione risultava essere stata affidata dall’Ente locale ad un’associazione composta da varie società.