NOLA- Cosa ne sarà del Montezuma, l’albero monumentale più antico e prezioso della villa comunale di Nola? Lo ha spiegato ieri mattina in conferenza stampa il sindaco Geremia Biancardi illustrando l’esito della perizia della procura della repubblica. Il parere chiesto dai magistrati è identico a quello già espresso dagli agronomi incaricati dal Comune, oltre che dal dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli: il Montezuma è giudicato irrimediabilmente malato. IL documento inoltre, afferma Biancardi, contraddice anche la posizione della Sovrintendenza che il 2 luglio scorso, pur autorizzando gli interventi di messa in sicurezza disposti dall’amministrazione comunale a tutela dell’incolumità dei cittadini, prescriveva di valutare “più attentamente e in maniera più approfondita” gli interventi riguardanti i 7 alberi che circondano il Cipresso di Montezuma. Per gli agronomi della Procura, infatti, le specie in questione devono essere necessariamente abbattute perché ritenute, come le altre indicate nella specifica tabella, a rischio di cedimento molto elevato.
Tornando al Montezuma, per la pianta purtroppo il rischio crollo é considerato “molto elevato”. Secondo i consulenti della Procura della Repubblica di Nola, cui si rivolsero consiglieri di opposizione ed associazioni ambientaliste, lo schianto potrebbe essere provocato sia da sollecitazioni meccaniche (per esempio le raffiche di vento) che dal collasso della pianta per effetto del suo stesso peso. Da qui la prescrizione: per conciliare le esigenze di pubblica incolumità con quelle di conservazione dell’albero monumentale, dovranno essere attuate le appropriate misure ed interventi tecnici funzionali alla messa in sicurezza della pianta ed alla riduzione delle condizioni di rischio.
Intorno al Cipresso di Montezuma dovrà infatti essere istituita una zona di rispetto inibita alla pubblica fruizione che dovrà avere raggio almeno pari all’altezza dell’esemplare che é di 22 metri circa. In pratica almeno 1520 metri quadrati non potranno essere frequentati dai cittadini. In più dovrà essere previsto un sistema di consolidamento oltre che attività di manutenzione arboricolturale.