
ROCCARAINOLA (Salvatore Ioime) – Il Rione Fellino non si ferma più: 7 vittorie e due pareggi nelle ultime nove partite. Il merito di questa cavalcata entusiasmante va soprattutto ad Antonio De Sarno, alla sua prima esperienza su una panchina. Con un passato da calciatore, mister De Sarno ha deciso di ricoprire all’inizio di questa stagione un ruolo del tutto inedito con la squadra del Rione Fellino che milita nel campionato di Seconda Categoria. Ed ora arriva il bello: sabato al Comunale alle ore 16 ci sarà la sfida tra il Casamarciano (primo in classifica) e il Rione Fellino (terzo). Si prospetta un match ricco di emozioni. De Sarno ci rivela le sue scelte e i suoi trascorsi da calciatore.
Primo anno da allenatore. Cosa è cambiato rispetto al ruolo da calciatore? E in quali aspetto trovi maggiormente difficoltà?
“Da calciatore dovevo essere responsabile della mia prestazione ora sento la responsabilità di tutto ciò che fa la squadra. La difficoltà è di rimanere alta la concentrazione per tutta la durata della partita e dell allenamento”.
Primo anno. Terzo posto. Due pareggi e sette vittorie. Frutto del lavoro quotidiano?
“Tutto ciò che si raccoglie e il frutto di quanto si semina e sicuramente se stiamo li abbiamo lavorato bene. Quanto è difficile gestire un gruppo, soprattutto amici fuori dal terreno di gioco”.
Quali sono i segreti a tuo avviso per essere il più leale possibile?
“La cosa più difficile di essere allenatore è proprio questa gestire un gruppo fatto per lo più da amici e da coetanei, ma io e il direttore Gregorio Rega abbiamo scelto prima gli uomini e poi i calciatori. Questo è stato fondamentale per la gestione. Poi credo che bisogna essere sinceri leali e obbiettivi quanto piu e possibile per il bene dello spogliatoio”.
Da calciatore hai girovagato per tante categorie. Dalla serie D alla prima categoria, ora ti ritrovi in seconda categoria. Quali sono le differenze?
“Le differenze tra le varie categorie sono soltanto i ritmi e la mentalità”.
La partita più bella da allenatore…
“La più importante è stata la vittoria di misura in casa del Sasso, mentre quella più bella è stata il 5-2 con il Domicella”.
Quella più che ti ha dato più rimpianti…
“Senza ombra di dubbio il match casalingo con il Casamarciano ,perché siamo stati condannati da episodi dopo che dopo 80 minuti vincevamo 1-0″.
Il miglior giocatore con cui tu abbia mai giocato su un terreno di gioco.
“Ogni volta che ci penso mi viene la pelle d’oca. Ho giocato una partita contro un Palermo composto da tanti campioni; tra questi uno degli attaccanti più forti al mondo come Cavani. Poi c’erano Barzagli, Corini, Di Michele, Zaccardo, Simplicio.Mentre nella stessa squadra posso ricordare Guberti e Plasmati entrambi hanno militato in serie A”.
Il miglior amico che tu abbia conosciuto nel mondo del calcio.
“La cosa più bella del calcio è proprio quella di avere amici dappertutto. Ancora oggi ho rapporti con dirigenti, calciatori e persino tifosi delle squadre in cui ho giocato. Ma se devo essere sincero i miei migliori amici me li trovo tutti quest’anno nella squadra in cui alleno e sono felicissimo di questo”.
Da calciatore, il miglior allenatore che tu hai avuto…
“Fortunatamente ho sempre avuto buon rapporto con i miei allenatori perché ero uno a cui piaceva allenarsi e dare sempre il massimo rispettando le scelte che facevano. Mi piaceva mettermi sempre in gioco e far parlare il campo. Con l’esperienza ho capito che sono questi gli atteggiamenti che piacciono agli allenatori. Credo che più di tutti Galfano abbia creduto in me più di tutti. Venivo da un prestito da Alghero. Ero destinato ad andare a casa o ripartire per un prestito, ma dopo due allenamenti venne da me e mi chiese se volevo continuare a Ragusa perché lui aveva bisogno del mio contributo. E’ quella forse è stata una delle stagioni più bella per me”.
Hai provato anche l’esperienza con il futsal. Perché non ti sei trovato bene?
“Perché ho giocato sempre a calcio, mentre il futsal per me è come fare basket. E’ tutto un altro sport. Non lo sminuisco assolutamente perché vedo che sta diventando sempre più importante a livello nazionale, ma quello che ti dà un campo da calcio non riesce a dartelo un campo di calcetto sia a livello fisico-mentale che tattico”.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Tutto era iniziato per scherzo ma a distanza di 6-7 mesi posso dirti che ho riprovato delle emozioni che non provavo da tempo e questo mi darà sicuramente motivazioni per continuare. Spero di portare avanti questo progetto nel migliore dei modi e per quanto più tempo possibile poi alla fine di questo spero avrò vinto qualcosa”.