domenica, Aprile 6, 2025
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Museo della Cartapesta, Nola all’ultimo treno: servono 7 mln da fondi europei

 

Il museo della cartapesta
Il museo della cartapesta

NOLA- Ultimo treno per il Museo (o Cittadella) della Cartapesta. Il Comune di Nola punta tutto sui fondi europei e sugli interventi di accelerazione della spesa per riuscire finalmente a completare l’opera  tra le più contestate della storia recente della città dei gigli. Quella cittadella che avrebbe dovuto ospitare il meglio dell’artigianato cartapestaio nolano ma che oggi è solo uno scheletro circondato da rifiuti nel bel mezzo di uno storico ex stadio e della piazza più grande di Nola.

L’ultima fermata per il Museo della Cartapesta sono i P.o.r. Campania Fesr 2007-2013 “Iniziative di accelerazione della spesa” con cui l’ente, qualora il progetto dovesse essere beneficiato dai fondi, potrebbe ottenere oltre 7 milioni di euro e portare a compimento il progetto dell’architetto Fusco per la realizzazione delle “Botteghe di artigianato artistico” presentato al Ministero delle Infrastrutture. Un progetto inserito nel comparto del Museo della Cartapesta. Le iniziative di accelerazione della spese sono quelle previste dalla Regione per consentire che si sprechino meno risorse possibili, e finanziano solo quei progetti che sono già definitivi ed esecutivi, come appunto il progetto delle Botteghe dell’artigianato.

Lo scorso ottobre fu pubblicata  la determina per la richiesta di finanziamento al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ( “Misure urgenti per la crescita del Paese”) per questo progetto redatto dell’architetto Gaetano Fusco per un importo complessivo di  7.129.243,46 euro (scuola di formazione e botteghe artigiane) . Ora arriva la determina dirigenziale con cui l’ente di piazza Duomo si candida ai fondi europei.

In sostanza, bloccati i finanziamenti per completare il Museo, si cercano quelli per le botteghe di artigianato artistico.

La storia del Museo che avrebbe dovuto ospitare le botteghe d’arte di Nola è lunga e tortuosa. Si parte addirittura nel 2000.  Inizialmente doveva sorgere in via Sarnella, poi si pensò, tra mille polemiche ed obiezioni, di trasferirla in piazza D’Armi (suolo comunale, dunque nessun esproprio da fare) sacrificando lo stadio. Opera finanziata con 8 milioni di euro, ma la Regione chiude i rubinetti e lo scheletro del museo resta lì a ricordare l’ennesima incompiuta dell’area nolana. Ora arriva la chance, ancora una volta dai finanziamenti europei. Una chance da non perdere per evitare altri 10 anni di vento, pioggia e sole sull’ossatura del costruendo (?) museo. Una occasione per dare un senso ed un seguito al riconoscimento Unesco per la festa dei gigli.

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