SIANO (SA)- Undici arresti nei confronti di presunti affiliati al caln Cava. Sono stati eseguiti ieri dalla Dda di Salerno, in collaborazione con i carabinieri della città costiera, che hanno arrestato gli undici nell’ambito dell’inchiesta “Annibale”, focalizzata su una serie di atti intimidatori contro alcuni esponenti politici del comune di Siano, provincia di Salerno. Dallo scenario emerso dalle indagini, il clan Cava aveva preso di mira amministratori ed imprenditori del salernitano per mettere le mani sugli appalti pubblici. In particolare dal 2009 all’ottobre 2010 si sarebbero verificati una serie di attentati, come una bomba piazzata davanti la casa del sindaco di Siano, mezzi comunali usati per i servizi e auto private degli amministratori danneggiate e bruciate, minacce a politici e imprenditori. Tutto questo per conseguire il “controllo egemonico del territorio” come ha ribadito il procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti. A stupire gli inquirenti che hanno svelato la trama criminale dietro questi episodi, l’alleanza stretta tra i Cava ed i casalesi ed il fatto che Siano storicamente fosse un feudo del clan quindicese rivale: i Graziano. “I Cava hanno approfittato della disarticolazione del clan Graziano, specialmente dopo il pentimento di Felice Graziano – ha spiegato il procuratore Roberti – subentrando a questi ultimi nelle attività delittuose”.